giovedì 8 novembre 2012

SVELATO L'ARCANO

Nel 1972

la Rai, sul suo primo canale, decise di porre termine ad una delle sue prime trasmissioni must: "Chissà chi lo sà" leggendariamente condotta da Febo Conti ed ininterrottamente in programma dal 1961.



Per sostituire la trasmissione, mantenendone inalterati gli elevatissimi indici di ascolto, i dirigenti di via Mazzini decisero di attingere ad un filone che allora, presso l'intera opinione pubblica, andava per la maggiore: gli scacchi.

L'idea era quella di sfruttare la lunga scia mediatica prodotta dal match Fischer - Spassky che ebbe termine proprio il 1 settembre di quell'anno; la ripresa del palinsesto autunnale capitava, quindi, a fagiolo.

La trasmissione veniva irradiata il sabato pomeriggio ed andò in onda il 1972 ed il 1973; la canzone del post precedente, che aveva lo stesso titolo della trasmissione, era la sigla della trasmissione ed era cantata dal gruppo: Pane Burro e Marmellata che, però, dopo quella esperienza cadde nell'oblio. 

Il responsabile della nuova trasmissione era Cino Tortorella, il famigerato "Mago Zurlì"


Cino Tortorella, "inventore" dello Zecchino d'oro e di Scacco al Re


A beneficio degli scaccosauri è impossibile tacere sulla canzone simbolo della creatura televisiva del promoter televisivo bolognese e che può ben rappresentare, per tanti, la colonna sonora della loro (... ehm ... nostra) fanciullezza; la guest star è Barbara Ferigo.




Ritornando a bomba; nella vita privata Cino Tortorella era il genero del Maestro bolognese Fiorentino Palmiotto, e questo deve avere influito non poco sulla scelta del tema della nuova trasmissione Rai che andava a prendere corpo e che, effettivamente, ebbe un grande successo.

A condurre la trasmissione fu chiamato un giovane Ettore Andenna che, successivamente colse un successo ancora più grande quando collegò il suo nome ad un altra pietra miliare della televisione italiana: Giochi Senza Frontiere, dove risultò il recordman di presenze (103), davanti ad altri conduttori storici quali Enzo Tortora, Giulio Marchetti, Rosanna Vaudetti, Milly Carlucci, ecc....


Ettore Andenna contribuì al successo di "Scacco al Re"

La trasmissione si basava sullo scontro di due squadre che rispondevano a quiz di cultura generale; tema conduttore era l'obiettivo di raggiungere (tramite il diritto di avanzare, da conquistare rispondendo esattamente alle domande) fino all'ottava traversa; vinceva chi, per primo, irrompeva nell'ultima traversa del campo avverso.

La prova principale della contesa era una partita a scacchi, giocata in consultazione tra i più bravi della squadra; l'arbitro di queste partite era Nicola Palladino, allora presidente della "Scacchistica Milanese" che, nel 1980, divenne presidente della FSI e collegò il suo nome (essendone l'organizzatore) alla finale del campionato mondiale tra Karpov e Korcnoj disputatosi a Merano nel 1981, oltre che alla finale del "Torneo dei Candidati" (dello stesso ciclo) tra Korcnoj ed Hùbner, che si tenne ad Abano Terme l'anno prima.


Nicola Palladino

La squadra che vinse la finale fu quella proveniente da Sant'Agnello, in provincia di Napoli.

Tutto questo per dire ciò: se quaranta anni fa gli scacchi erano così noti da attirare l'attenzione e l'interesse della televisione generalista (invero unica sul mercato) come pure di tutti i media di allora; come mai adesso il movimento fa enorme fatica a trovare la sua visibilita?

Un'altra dimostrazione dell'attenzione che i media riservavano alla nostra disciplina era data dall'organizzazione del "Torneo Topolino" (l'antesignano dei successivi campionati juniores nazionali indetti prima dall'Arci dama - scacchi e, poi, dalla FSI) indetto ed organizzato dalla Mondadori che, a quei tempi, era la concessionaria dei diritti dei personaggi della Walt Disney.


La Arnoldo Mondadori Spa credette, per alcuni anni, nella comunicazione attivabile dagli scacchi.


Altra conferma dell'assunto è l'attenzione che "Panorama" riservava agli scacchi era la seguitissima rubrica che Wladimir Grgona teneva sul settimanale; oltre alla pagina dedicata, presente in ogni numero, la rivista organizzava un torneo diviso in due momenti: il primo (per corrispondenza) prevedeva la proposizione di cinque problemi da risolvere da parte dei lettori; la seconda consisteva in un torneo, da disputarsi a Levico Terme, alla quale venivano invitati (e spesati) trentasei solutori estratti a sorte tra quelli che avevano risolto tutti i cinque precedenti quesiti.

La controprova può essere rappresentata dal flop mediatico delle olimpiadi scacchistiche di Torino 2006, certamente stracciate dal "Grande Fratello" e simili, e dalla fatica spesa per cercare di enfatizzare gli ultimi risultati strabilianti di Caruana o i riconoscimenti ricevuti dal parlamento europeo.

Il dire che ... "erano altri tempi" ... può essere vero, ma fino ad un certo punto; grande peso, in questa situazione gioca il fatto che il movimento (l'intero movimento scacchistico nazionale!) fatica a "fare squadra"; l'impegno che si profonde alla divulgazione del nostro gioco è principalmente rivolto allo sviluppo dei propri "piccoli reami" mentre è deficitaria (in rapporto a quanto effettivamente auspicabile e gratificabile) l'attività spesa in favore della più ampia utenza possibile.

Le sporadiche e meritorie iniziative quali "Gli scacchi e l'apprendimento della Matematica" organizzata dal comitato regionale FSI Piemonte (finanziata dalla Compagnia di San Paolo) può considerarsi la classica eccezione a conferma della regola; come pure lo possono essere definite le tante iniziative partecipate dal comitato regionale Lazio.

In buona sostanza non ci si preoccupa di spendersi per un progetto di più ampio respiro in quanto si reputa (a torto o a ragione) che gli altri promotori  non faccianno altrettanta attività che possa essere goduta da chi ha innescato la leva organizzativa.

Dopo aver giocato a fare il Crepet dei poveri è doveroso spostare l'attenzione dalle opportunità mancate a quelle effettivamente perseguibili in quanto  raggiungibile.

La narrazione di ciò che avveniva quarant'anni fa dimostra le grandi potenzialità comunicative insite nella conoscenza, e nell'apprezzamento delle immense positività apportatrici stabilmente insinuate nei convincimenti della stragrande parte della popolazione italiana.

In particolare si può notare sia la crescita tumultuosa di televisioni e sia la mancanza (negli odierni palinsesti) di trasmissioni ad hoc per la didattica e per il diletto della fascia giovanile della popolazione; risulta palese che programmi a tema scacchistico (oggi come ieri!) non possono che riverberarsi positivamente a favore di utenti e promotori (cioè noi !!! )

La morale della storia, comunque, è sempre quella: Armiamoci e partite ! 




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