domenica 12 settembre 2010

FERVONO I PREPARATIVI PER IL "WEEK-END" DI GUARDIAGRELE

Mancano meno di due settimane per il via del 1° week-end: "Città di Guardiagrele" promosso dall'A.s.d. "Polerio" del presidente Antonio Anselmi e dal funambolico Dario Rosato.
Il bando ed i dati principali sono già stati pubblicati sul sito del comitato regionale abruzzese della Fsi (sezione "tornei") e su quello della federazione stessa al menu "GECO" e voce: "Eventi" ai quali tutti gli appassionati possono rivolgersi per ricevere tutte le informazioni relative alle partite ed al soggiorno.
Punti forti dell'iniziativa il cospicuo montepremi (di 1.000 euro !!) e l'accoglienza della sede di gioco, fissata presso le sale dell'hotel "Pater Montium" situato nella suggestiva località turistica di "Bocca di valle" nel territorio di Guardiagrele, inserito all'interno del "Parco Nazionale della Maiella".
Già per questo, sin dalla fase di annuncio, la manifestazione ha destato la curiosità e l'interesse di tanti agonisti regionali. Le richieste di informazioni sono giunte, sia al comitato organizzatore che al comitato regionale, anche da molti residenti di fuori regione a dimostrazione dell'interesse sollecitato.
Sicuramente l'iniziativa riserverà soddisfazioni ad atleti e promotori anche perchè l'asd organizzatrice è "condannata" a ben figurare; sia per il nome altisonante al quale hanno voluto intestare il loro sodalizio (quel Giulio Cesare Polerio che, nel XVI secolo, era tra i primissimi scacchisti al mondo) e sia perchè tanto clamore hanno destato le geste mirabolanti delle terribili (scacchisticamente parlando) giovanissime della locale scuola primaria che hanno centrato uno storico titolo italiano ai recenti nazionali di maggio a Caorle.
Certo il massimo alloro è stato conquistato con l'apporto (e con il lavoro talvolta oscuro) di tanti attori: promotori, divulgatori, istruttori, genitori, dirigenti scolastici che, in perfetta simbiosi, hanno dato libero sfogo all'ispiramento talentuoso delle giovanissime guardiesi.
Ciò che maggiormente intriga tutti gli appassionati in regione è lo scoprire se il centro pedemontano chietino riuscirà a cogliere gli stessi risultati che anni addietro vennero fatti propri da altre realtà abruzzesi che portarono la nostra regione ai vertici dello scacchismo nazionale.
Il pensiero corre ai parallelismi con un'altra associazione: L'Aliprandi di Penne che, pur vivendo attualmente un momento di ripensamento della sua carica propulsiva, nel momento di suo massimo fulgore ottenne un primo, un secondo ed un terzo posto al C.I.S., 6 scudetti ai Giochi Sportivi Studenteschi, oltre ad un'infinita serie di piazzamenti nei CIG e titoli regionali e provinciali nei tornei giovanili.
La ragionevole certezza del possibile ripetersi di questi risultati sta nel fatto delle tante similitudini che accomunano i due grossi centri interni: grande patrimonio culturale alle spalle, grande pragmaticità di tutti gli attori della comunità, grande consapevolezza ed orgoglio nel senso di appartenenza ai valori dominanti della comunità, grande richiesta dalla base di attività ad alto contenuto intellettivo, minori occasioni di fruizioni (pur con i dovuti distinguo) di attività dispersive alla migliore crescita psico fisico dei giovani.
Tutte queste caratteristiche, nel corso della storia, hanno fatto si che molti personaggi originari delle rispettive comunità si siano messi in luce nel panorama artistico, sociale, culturale ed economico del Paese.
L'ultimo tra questi personaggi di statura mondiale è stato il prof. Giacinto Auriti.
Nato a Guardiagrele nel 1926 l'insigne cattedratico (era libero docente di diritto nelle Università di Roma e Teramo) è morto a Roma nel 2006.
Negli ultimi anni del secolo scorso suscitò grande interesse nei media di tutto il mondo per la creazione e diffusione, nella sua Guardiagrele ed in alcuni centri più o meno limitrofi, dei SIMEC: "simboli econometrici di valore della moneta".
I Simec erano una moneta distribuita ed accettata in ambito locale, erano generati dalla ferrea applicazione del concetto che l'insieme della moneta circolante in un territorio doveva rappresentare il totale della ricchezza presente e posseduta in quel territorio e, di conseguenza, che la moneta dovesse essere di proprietà di tutti.
Mentre questa verità, apparentemente lapalissiana, era generalmente accreditata e trascritta nei libri di economia, avveniva invece (avviene!) che il sistema creditizio da gestore era (è)divenuto proprietario cosicchè gli utilizzatori di moneta erano (sono) passati da proprietari a debitori.
Tale rovesciamento di ruoli era derivato, nel corso degli anni dal "signoraggio", che è il reddito
che un governo (o una banca centrale) pretende per il diritto di coniare o stampare la moneta circolante.
Da uno studio consultabile su Wilkipedia, nel quale si fa riferimento ad una statistica pubblicata dal Fondo Monetario Internazionale si viene a conoscere che, dal periodo dal 1975 al 1985, in Italia (prima classificata per questo a livello mondiale) la percentuale di Prodotto Interno Lordo assorbita dal signoraggio è stata del 6,6 %.
Il prof. Auriti sosteneva che, stante la proprietà della moneta al popolo, il diritto di signoraggio non doveva esistere; ed, in conclusione, egli sosteneva che l'unico valore da attribuire alla moneta era quello che, convenzionalmente, gli attribuivano (cioè gli riconoscevano) tutti coloro che lo spendevano e lo accettavano.
L'insigne studioso mise in pratica i suoi convincimenti e cominciò a stampare SIMEC ed a cambiarli al valore del doppio della lira.
Il surplus del valore di cambio veniva coperto dall'accelerazione delle transazioni commerciali e dai maggiori (nel senso della rotatività) affari.
Il professore sfondava una porta aperta nel denunciare i trasferimenti occulti di reddito da classi sociali ad altre per mezzo della gestione della moneta; i sistemi più perversi andavano dalla limatura delle antiche monete medioevali fino ai processi inflattivi degli anni più recenti; ma, com'è ovvio, le sue teorie inquietarono parecchio i poteri forti che videro una seria minaccia alla tenuta delle loro rendite di posizione.
La Banca d'Italia lo citò in giudizio ed i SIMEC vennero prima sequestrati e poi dissequestrati dalla procura di Chieti.
Se da un lato il sequestro rappresentò la fine dei Simec, in quanto cominciò a serpeggiare l'incertezza tra i suoi utilizzatori, il dissequestro fu la prova lampante che l'iniziativa partita da Guardiagrele era perfettamente legale.
Nei tempi di tutta la querelle furono molteplici le televisioni di tutto il mondo che mandarono i loro inviati in Abruzzo per verificare gli effetti di questa sconvolgente iniziativa economica; da questi reportage molte comunità (specalmente in Germania) adottarono la moneta locale che, alla fin fine può rapportarsi (in versione un pò allargata) a quanto avviene nel luna park con i gettoni.
In quegli stessi periodi l'iniziativa attirò gli squardi dello showman Beppe Grillo; il comico genovese che, evidentemente, sin d'allora stava trovando i motivi ed i sistemi per combattere i poteri forti che l'avevano isolato dai media del tempo sposò appieno la causa del professore guardiese.
Egli dapprima partecipò (nel 1997) ad una tavola rotonda tenutasi presso il teatro comunale di Atri (Te) per discutere delle ripercussioni del signoraggio nelle economie di ogni cittadino ogni singolo Stato, quindi inserì le problematiche del costo del denaro nelle ripercussioni della vita di tutti i giorni in tutti i cittadini di un libero Stato. In quel pezzo (portato in giro in tutte le piazze d'Italia) egli definì i governatori delle principali Banche Centrali come Bankster, novelli gangster (il pezzo è ancora su youtube).
Tante altre notizie sulla vita e le opere dell'insigne professore sono visionabili o scaricabili dal sito: www.simec.org/
Il mondo accademico, sostanzialmente, ignorò l'opera divulgativa del nostro corregionale, forse in quanto i poteri forti si autotutelano e proteggono reciprocamente, ma in ogni caso ognuno di noi può ergersi a giudice delle teorie auritiane.
La storia, infatti, si è evoluta nel senso opposto a quanto propugnato dal prof. Auriti: invece della moneta locale è irrotta sul mercato la moneta imperiale, cioè transnazionale.
E' innegabile che l'introduzione dell'euro abbia comportato benefici per alcuni e svantaggi per altri; sta ad ognuno valutare se, per sè, sono state maggiori le opportunità o i sacrifici.

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