martedì 28 settembre 2010

FINITI GLI EUROPEI LUCI ED OMBRE PER LO SCACCHISMO ITALIANO

Sono finiti questa mattina i ventesimi campionati europei giovanili disputatisi in Georgia, nella capitale: Batumi.
Il nostro portacolori, Luca Cocciaretto ha terminato con un dignitoso bottino di 3 punti e mezzo, in linea con le previsioni e con il collocamento dell'Italia nell'ambito tecnico internazionale.

Questi sono i nuovi campioni continentali: U8 maschile: Abdulla Azar Gadimbayli (Azerbaijan), U8 femminile: Antova Gabriela Andreeva (Bulgaria), U10 maschile: Viktor Gazik (Slovacchia), U10 femminile: Olivia Kiolobasa (Polonia), U12 maschile: Emil Can Alimarandi (Turchia), U12 femminile: Alexandra Goryachina (Russia), U14 maschile: Alexandr Bortnik (Ucraina), U14 femminile: Ulviyya Hasil Fatalyeva (Azerbaijan), U16 maschile: Ivan Bukaushin (Russia), U16 femminile: Mariam Danelia (Georgia), U18 maschile: Vasif Durarbeyli (Azerbaijan), U18 femminili: Keti Tsaisalashvili (Georgia).

Nel medagliere generale primo posto per l'Azerbaijan (3 ori ed un bronzo) seguono: 2) Russia (2 ori, 3 argenti ed un bronzo), 3) Georgia (2 ori, 2 argenti e 2 bronzi), 4) Ucraina (1 oro, 2 argenti e 4 bronzi), 5) Polonia (1 oro ed un argento), 6) Slovacchia (1 oro ed un bronzo), 7/8) Turchia e Bulgaria (1 oro), 9) Armenia (3 argenti), 10) Bielorussia (1 argento ed un bronzo) 11) Francia (2 bronzi).

Dunque non è riuscito il sogno italiano di riportarsi una medaglia o, addirittura, un titolo; alla fine il sogno di Silvia Scarpa nell'U10 femminile si è infranto con le sconfitte del 6° e 7° turno; comunque un portentoso rush finale di 2/2 le ha consentito un (comunque insperato) 7°-10° posto in coabitazione: a dimostrazione del torneo di vertice da lei giocato c'è il migliore spareggio tra le sue pari.

Certo i tornei non sono stati tecnicamente facili (si pensi ad i francesi che riponevano tante speranze di medaglie e ne hanno riportate solo due di bronzo tra le quali quella della campionessa uscente - da Fermo 2009 - Cècile Hausernot) ma ciò che più ha debilitato la delegazione italiana (ed anche il nostro Luca) sono state le pessime condizioni ambientali ed il cibo non curato.

Certo i ragazzi hanno maggiori difficoltà ad ambientarsi alle differenti usanze verso il cibo (all'estero le parole pasta e pizza sanno appena pronunciarle) però ciò non toglie che un minimo di attenzioni (con cibi se non proprio uguali ma almeno simili) potevano essere usati dai locali verso gli stranieri.

Oltre che cibi differenti sono stati molti gli italiani (sia giocatori e giocatrici che accompagnatori) che hanno avuto probemi intestinali; e qui non può non notarsi che la nostra rappresentante femminile nell'U8: Claudia Scarpa non ha potuto presentarsi ad una partita in quanto fermata a letto con febbre alta.

Per ovviare a questo stato di cose la nostra delegazione ha dovuto inscenare un grosso moto di protesta per richiedere una variazione di cibo che, sia pur semplice o poco elaborato, sfuggisse alla monotonia dei pasti che in Georgia possono rappresentare la normalità.

Non si può non rimarcare che, nella passata edizione italiana (che pure ebbe le note traversie a conoscenza di tutti) per quanto riguarda l'accoglienza le delegazioni straniere vennero salutate in mezzo ai fragorosi ringraziamenti delle stesse.

Altro dato comparativo che non può sfuggire è la netta flessione di partecipanti e ciò nonostante che, al pari della struttura del mondiale giovanile, fossero aggiunte le fasce degli under 8, sia maschili che femminili.

Il problema del trattamento alimentare ed ambientale è molto caro ai dirigenti di Ecu e Fide, ma in questa occasione parrebbe che abbiano bellamente eluso tali controlli che, evidentemente, confliggono con gli interessi generali del comitato organizzatore e delle strutture alberghiere coinvolte.

Ancora oggi, ad esempio, non si sono spente le critiche feroci indirizzate agli organizzatori di un giovanile (oramai passato alla storia) e disputatosi nel 2005 a Belfort, in Francia. In quell'occasione i dirigenti francesi vennero minacciati e sottoposti ad azioni legali in quanto le complessive condizioni di soggiorno vennero reputate inadeguate al tipo di manifestazione assegnata.

In quella occasione il capofila dei contestatori fu il presidente della federazione turca (che, in queste ore, si presenta per chiedere l'elezione a presidente Ecu ed al quale l'Italia ha già espresso la preferenza di voto); forse anche in seguito a tali pressanti critiche i rapporti tra le due federazioni (turca e francese) si sono irrimediabilmente inclinati.

Non è comunque escluso che il continuo "punzecchiarsi" (per usare un eufemismo) tra i due massimi esponenti delle rispettive federazioni (ffe e tcf) siano riferibili al contrasto tra le due diplomazie statali di Parigi ed Ankara che sfociano nell'imperituro rifiuto dell'Eliseo ad accettare la Turchia nell'Unione Europea.

Non è un caso che, nelle elezioni di queste ore per la guida della Federazione Mondiale (Fide) ed Europea (Ecu) le due federazioni oltre che ad essere su campi diametralmente opposti siano anche le capofila dei gruppi di potere che si confrontano (o meglio, si scontrano) per la guida politica ed economia dei due Enti sovrannazionali.

Ed in queste lotte intestine (dove l'Italia pare più propendere per il duo Kirshan Ilhiuminov-Ali Nihat Yacizi) uno dei temi più importanti di discussione sta nell'affidamento delle maggiori manifestazioni di campionato planetario: Olimpiadi, Campionati mondiali (ed europei) giovanili ed il vorticoso giro (dell'ordine dei milioni di euro) che attorno a queste manifestazioni girano.

Mentre noi stiamo qui (ancora) a dire che il nostro gioco si confonde con l'arte, che eleva lo spirito, che solleva l'animo, che ci avvicina alla spiritualità...

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